giovedì, 27 settembre 2007
Uh…
Ancora una volta trasformo questo blog in un articolaio, ma si può? No, proprio no. Anche solo per rispetto di tutti quelli che passano, gettano un occhio (lo recuperano, spero…), e si accorgono che qui cambia poco.
Gli argomenti ci sarebbero. Tanti, anche.
Temi che ultimamente mi toccano sempre più spesso. Mi fermo. Rifletto. Li tengo per me. Ricomincio daccapo. Mi fermo. Rifletto ancora. E mi tengo tutto dentro. Ricomincio…
Temi, forse, più grandi di me. Potrei parlarvi dell’eutanasia, e ciò che credo (fermamente) giusto a riguardo. Potrei parlarvi degli inceneritori di rifiuti, ricettacoli spargi tumori (ne vogliono costruire uno poco lontano da dove abito, una zona che di per sé ha già un’incidenza spaventosa di queste malattie. E’ tre volte più facile beccarsi un tumore qui che altrove. Ed è come respirare a pieni polmoni in centro a una grande città. Dunque scusatemi se non vi invito da queste parti). Ancora, potrei parlarvi della dignità umana, di cosa intendo io per dignità, e di quanto sia terribile vedere un uomo perdere tutto: fisionomie, forza, lucidità… vita.
Ma no, in verità non mi va di parlarne...
E allora vi lascio con una illustrazione di un artista, oltremodo visionario, che mi piace davvero molto, John Jude Palencar:

L.
LucaDuca alle ore 11:45 | |
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martedì, 25 settembre 2007
Ecco un altro articolo. 
Un incontro a Crema tra l’autrice di Hyperversum, Cecilia Randall, e l’autore di Estasia, Francesco Falconi. Se siete in zona, be’, non potete assolutamente perdere questo evento, moderato da Franco Clun, curatore di FantasyMagazine.
E non potere nemmeno perdere quello del giorno successivo, a Soncino, Bardica 2007 (di cui sono uno degli organizzatori )
Clicca qui – Estasia e Hyperversum insieme a Crema
Cia’,
L.
LucaDuca alle ore 11:00 | |
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sabato, 22 settembre 2007
Ma secondo voi potevo lasciarvi un fine settimana senza intervista? Potevo evitare di incuriosirvi con un altro autore italiano? Potevo smettere di porre domande a questi writers? Certo, potevo!
Ma sono perfido, e non l’ho fatto.
Leggete, coraggio, oggi chiacchiero con un autore davvero interessante, capace, e brillante: Andrea D’Angelo. Buona lettura!
Clicca qui – Il Giorno di Andrea D’Angelo
Cia’,
L.
LucaDuca alle ore 10:43 | |
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venerdì, 21 settembre 2007
Eccomi, sempre di corsa…
Ho certi arretrati da segnalarvi: articoli apparsi su FantasyMagazine. Cosa credevate, di esservene liberati? Ah! Mai sottovalutarmi… so essere perfido.
Per questo, ve ne segnalo ben 3! Ciao belli!
p.s. : grazie per i bei commenti che avete lasciato al post precedente. Siete dei curiosoni, eh? Immaginavo. Appena posso risponderò puntualmente a tutti.
Clicca qui – Il Vento dei Demoni
Clicca qui – 500 Gocce d’Inchiostro: I Finalisti
Clicca qui – Twilight, New Moon…Eclipse
Cia’, 
L.
LucaDuca alle ore 11:10 | |
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lunedì, 17 settembre 2007
Ok, per non correre il rischio di trasformare questo blog in un tediosissimo “articolaio” dove non faccio altro che parlare di autori fantasy (sempre interessantissimi, eh, sia chiaro), vedo di parlare un po’ di me e di come ho iniziato a scrivere. Perché? Boh, perché oggi mi va così. :)
Dunque. Parto con la premessa che quando alle scuole elementari arrivava il giorno del fatidico tema dal titolo: “Chi Sei?” o “Parlaci di te” o ancora “Descriviti”, io non sapevo mai cosa dire. Ho ancora i quaderni con quelle paginette striminzite, dove poche e tremule parole cercano di fare a botte con la terribile immensità del foglio bianco. Inutile dirvi che tutto si riduceva sempre a una scarna descrizione fisica (colore dei capelli, colore degli occhi e della carnagione, se ero alto o basso, e timide incursioni di quello che era [è ancora?] il mio carattere). Dunque se anche qui, oggi, risulto lacunoso sappiate che è normale.
Ancora, fin da piccolo, oltre a tutti i giochi che solitamente praticano i bambini normali (ho la tendenza a definirmi “non normale”), mi cimentavo anche in un gioco ben più impegnativo: giocare allo scrittore. Ecco, questo per farvi capire che la mia è una tara patologica. Proprio non si schioda dal mio patrimonio genetico questo “voler giocare allo scrittore”. Ho ancora diverse agende su cui annotavo racconti – che osavo definire romanzi – di ogni genere, principalmente Thriller (ma mi ci vedete a 9 anni a scrivere un Thriller?) Gialli e… ovviamente Fantasy. Usavo le agende e non un quaderno come tanti, o un diario, perché nel loro strano formato mi davano più l’impressione del libro (fissato fino a questo punto!). In pelle, rilegate, una misura che bene ci stava in una libreria… ah, scordavo, avevo anche doti da illustratore, perchè ovviamente inserivo disegni in ciò che scrivevo con tanta passione.
Il voler scrivere sul serio si è fatto strada un po’ più avanti negli anni. A 17 anni. Sì, a 17 anni avevo la ferma intenzione di voler scrivere. Come e cosa era semplice: fantasy. Avevo superato la fase “scientifica” e mi inoltravo in quella ben più estraniante e liberatoria della fantasy. Piccoli giochi del destino (è destinooo, direbbe un personaggio di Slupp) si misero in moto.
Fra l’aprile maggio del 2001, ancora diciassettenne, sfogliai per caso un giornale di provincia: La Gazzetta di Mantova (da qualche tempo l’idea di scrivere era un chiodo fisso), e toh, eccolo lì, un articolo che mi fissava e mi invitava a leggerlo...
C’era la foto di un ragazzetto chino su di un foglio, intento a scrivere. L’articolo parlava di un concorso per giovani scrittori, Verba Market, ed. 2, aperto a tutti, professionisti o meno: bisognava inviare un racconto breve. 3 cartelle da 2.000 battute. Già, era destino. Dopo aver telefonato agli organizzatori, e aver chiarito cosa erano 3 cartelle da 2.000 battute (se ci penso oggi mi viene da ridere!
) mi misi a scrivere. Ci provai. Seriamente. La prima storia aveva per protagonista una certa Neryssa. Che fine abbia fatto, solo il mio vecchio PC lo sa. Orribile. Tralascio la (ovvia) trama di questa stralunata apprendista (non so ancora oggi di cosa) e del suo maestro a zonzo in un bosco non meglio definito alla prese con… quella che a oggi potrebbe apparirmi come una nube tossica e nera. 
Ovvio che appallottolai le prime due pagine e le gettai nel cestino.
No, non andava. Mica era facile! Volevo l’idea col colpo di scena finale. Ci pensai tre giorni, senza pace e ci persi anche una notte di sonno (non scherzo). Alla fine “partorii” Arden, le Aquile di Silar, e la loro misteriosa isola. Era (ed è tuttora) una storia di mutaforma, anche se diversa da quelle che mi piacciono oggi. Il finale era tuttavia proprio col colpo di scena che tanto cercavo: un simpatico e magico ribaltamento dove il cacciatore diventa preda e la preda cacciatore.
L’Intitolai La Nuova Dimora. Che dire? Non so se è vero il detto che: "Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni”. Io so solo che desiderai davvero tanto di finire in quella antologia. E nel settembre di quel caldo 2001 ci finii per davvero.
La Nuova Dimora era un racconto edito. Mah… si vede che era destino. 

Cia’,
L.
LucaDuca alle ore 19:38 | |
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sabato, 15 settembre 2007
La Magica Terra di Slupp è in grave pericolo. Un gruppo di apprendisti maghi dovrà salvarla dalla minaccia di un temibile nemico, pronto a tutto per avere la spada, o forse lo schiaccianoci, che gli aprirà la via al potere. Riusciranno gli squinternati eroi, tra un fax e una battaglia di magia, a sconfiggere il Cattivo? Un fantasy da leggere sorridendo, o forse un libro umoristico con un tocco di magia.

Descrizione del libro: "Se ti annoia andare alla ricerca di tutti gli componenti della Risata non c’è alcun problema: prendi il primo taxi per Falconia, fila dritto alla Scuola di Magia e chiedi degli apprendisti maghi. Ti diranno che stanno assaporando un buon caffè, fregatene e vai dritto dalla Magistra Ghidia, esponendole il problema che ti aggroviglia le budella. Vedrai, saprà aiutarti a riscoprire ogni singolo ingrediente della Risata."
(dalla prefazione di FRANCESCO FALCONI , autore della saga fantasy Estasia)
ANTONIA ROMAGNOLI è nata nel 1973 a Piacenza, dove vive tutt’ora. Laureata in Scienze e Tecnologie Alimentari, si dedica alla famiglia e alla scrittura spaziando tra vari generi letterari. Finalista al Premio Galassia 2006 con il racconto Roiter, ha pubblicato diversi scritti su riviste e in antologia. Il mainstream Pioggia è stato selezionato per la collana “Non leggi spesso?... Leggi sottile!” inaugurata da Giovane Holden Edizioni nell’Agosto 2007. Antonia collabora con alcuni siti internet dedicati al fantasy e con l’editrice di e-book Narrativa Nuova col ruolo di valutatrice.
Dettagli del libro:
Paperback; 164
Pagine Edizione: 1
Illustrazione di copertina: MARIO LABIENI
codice ISBN-10: 1847997783
codice ISBN-13: 9781847997784
Editore: Lulu Data di pubblicazione: Sep 01, 2007
Per altre informazioni, clicca qui...

LucaDuca alle ore 18:44 | |
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venerdì, 14 settembre 2007
Ancora un'intervista per FantasyMagazine, questa volta a raccontarci qualcosa di sé è Egle Rizzo, giovanissima autrice che a soli 21 anni si è rivelata al grande pubblico come formidabile caso letterario.
Clicca qui – Il cuore fantasy di Egle Rizzo
Buona lettura! 
L.
LucaDuca alle ore 12:29 | |
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martedì, 11 settembre 2007
Nuova veste grafica per il blog, passatami da quella Cenia di Male che va sotto il nome di Ghidara!
Horizon, nella sua prima bozza, è finito... 349 pagine (per ora). Ma quanto lavoro c'è da fare! Via, forza e coraggio. Non mi spaventa la cosa.
Ah, scordavo. La nuova veste grafica richiama la trama del libro, e una dei due protagonisti. Ad Anto' si può dire di tutto, davvero, ma non che le manchi occhio per certe cose. Brava Antonia!
Cià,
L.
LucaDuca alle ore 09:39 | |
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giovedì, 06 settembre 2007
Ecco un altro articolo / intervista su FantasyMagazine, questa volta faccio quattro chiacchiere con Milena Debenedetti. Un'autrice che a me, personalmente, piace davvero parecchio. Vi lascio come sempre il link...
Clicca qui – Il Dominio di Milena Debenedetti
Cia' belli! 
L.
LucaDuca alle ore 18:45 | |
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sabato, 01 settembre 2007
Finito!
Ho terminato la lettura delle 888 pagine di Jonathan Strange & Il Signor Norrell di Susanna Clarke. Che dire a proposito? Be’, non sto qui a farne una recensione, ne faccio già a sufficienza per FantasyMagazine (e ultimamente il tempo è sempre quello che è. Leggi: molto poco). Però posso provare, molto più modestamente, a lasciavi le mie impressioni a caldo.

Un ottimo libro. Un libro che vorrei aver scritto io – toh, ma dai! –, e dico sul serio. Oltre la fantasy classica, quella epica, quella d’avventura, ho una certa passione per i tomi giganti dalle sfumature storiche. (Vedi mie passate letture, come il Ciclo di Avalon della Zimmer Bradley; o le prossime, Il Dardo e la Rosa della Carey).
Jonathan Strange & Il Signor Norell è un ottimo romanzo d’atmosfera, in stile ottocentesco (con tanto di note enciclopediche, in numerosi capitoli e pagine). L’ho letto col caldo del sole estivo. L’ho sfogliato sdraiato al sole, a circa 40° degli ultimi giorni di luglio, eppure… eppure ho percepito perfettamente tutto quello che il romanzo si proponeva di trasmettere: il vento d’autunno, il freddo bacio della prima neve, le continue piogge della tetra Londra di inizi ‘800, lo scoppiettio della legna in un camino, il riflesso di uno specchio.
Se un romanzo riesce a fare questo, be’, per me ha colpito nel segno. Splendidamente caratterizzati i protagonisti, i coprotagonisti, i personaggi secondari, persino gli animali apparsi nella storia mi vedrebbe da dire si comportavano come si dovrebbe comportare gli animali. Impeccabili, sempre, i due maghi inglesi: Jonhathan Strange e Gilbert Norrell. Davvero, un grande romanzo dalle atmosfere ottocentesche, che sa scaldare i cuori nelle fredde notti d’invero…
Non mi sorprende che, attualmente, sia il romanzo fantasy più premiato della storia del genere (7 nominations). Leggere per credere:
Premi
The Booker Prize (nominee)
British Science Fiction Association (nominee)
Whitbread Prize (nominee)
Mythopoeic Fantasy Award for Adult Literature (winner)
Hugo (winner)
British Fantasy Society (nominee)
World Fantasy (winner)
Però mi sento di dire che non è un libro per tutti. Questo sì. Non so, oggi come oggi, quanti possano apprezzarlo.
Io di certo l’ho apprezzato. 
L.
LucaDuca alle ore 20:34 | |
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