Wherever it is…
lunedì, 30 giugno 2008

Ufsssssss...

 

Questa la mia modalità in questo periodo. Troppe cose, gente.

 

Comunque, sul fronte buone nuove, annuncio qui, tra pochi amici, che il premio 500 Gocce a poche ore dalla sua conclusione ha – PER ORA – raggiunto la fatidica e stratosferica cifra di 189 racconti inviati!!! Wow, mi viene da dire. il premio si chiude a mezzanotte di oggi, be’, che dire… sono già duplicati i racconti rispetto allo scorso anno. Una bella sorpresa, grazie a tutti i partecipanti che ci danno fiducia.

 

Stiamo leggendo con attenzione ogni racconto, dedicando la massima cura a ogni lavoro inviato. Sappiamo bene quanta passione ci sia dietro ognuna di quelle parole, e tutte meritano lo stesso rispetto e cura.

 

Forza, ancora poche ore e il 500 Gocce 2° Edizione si chiuderà, i ritardatari sono avvisati!

 

Ciap,

L.

LucaDuca alle ore 18:57 | | commenti (2) | commenti (2) (popup) |
- 2 : Limen
giovedì, 26 giugno 2008

E via un altro, andato bene, ma un parto oggi. Non la finiva più. Due palle incommensurabili, qualcosa di colossale. Antropologia Culturale. Materia di per sé carina, dai. Gli antropologi fanno un gran bel lavoro, sono a contatto con civiltà diversissime dalla nostra, si spostano di continuo, restano anche per anni sul campo tra popolazioni che appena sanno cosa sia il fuoco. Materia interessante, peccato che i docenti di questa materia (con cui sono venuto a contato io, ben 3) siano affetti da qualche strana patologia che me li rende indigesti. Che dire: la mia prof… è una perfetta demente? Sì, direi che ci sta. Direi di sì, ma è ancora poco. Ancora devo capire cosa serve avere un ordine d’iscrizione all’esame, rigidissimo, con registrazione in rete per verbalizzazione del voto, se lei se ne sbatte le palle (che non ha) e chiama tipo estrazioni del lotto, indicando a braccio teso la prossima vittim… ehm, esaminando.

 

Un concetto che mi rimarrà di questo esame è quello di liminalità (dal latino Limen, “scegliere”), associato a tutti quei concetti “in bilico”, non definibili, dualistici, vita e mrote, selvatichezza, un’eclissi di sole e di luna. Ok, basta con la lezione.

 

Finto esame, altra scena che ci voglio solo io. Descrivo. Spazio ristretto. Corpi mezzi nudi, sudati, accaldati, compressi uno contro l’altro. Decine e decine di corpi… no, niente orgia; no, niente sauna: ma autobus alle 16.00 con 40 gradi fuori.

Scena. Io in mezzo alla calca, stretti stretti stretti tutti quanti assieme. A sinistra (cioè addossati al mio braccio sinistro), gentil coppietta di piccioncini: ragazza di 1 metro e 50 col suo fidanzato di 1 metro e 90 (coppietta spaiata, non dureranno ancora molto assieme, poco ma sicuro…). Lei con scollatura inguinale che non so cosa non si vedesse, lui aroma di capra di montagna nostrana fatta fermentare in locale a chiusura stagna a prova di esplosione atomica. Davanti a me, proto-modella d’oltralpe, anche lei con magliettina che se anche non ci fosse stata poco cambiava visti i risultati ballonzolanti, fra oscillazioni, crolli improvvisi, risalite e danze varie. Poco più in là (addossata al mio braccio destro, cioè), matrona pel di carota dallo sguardo acido (nutrita di solo latte cagliato, come minimo); dietro di me opulento signore di mezza età con camicia bianca dentro i pantaloni ma aperta in modo a dir poco indegno sul davanti, tanto da rivelare con orgoglio un tappetino di pelo brizzolato tale, che mi chiedo cosa indossasse a fare la camicia, ancora dietro, ragazzo color ebano che a ogni sbuffo inondava tutto di un pregnante odore di fumo (e non intendo quello di sigaretta)… io, ovvio, nel bel mezzo di tutto ciò.  

 

Vabbè, per il resto, emerso da quel girone dantesco, resta il periodo snervante, oggi poi è caduta la fatidica goccia. Ufsss… ho mille cose tutte lì, che sono “liminali”, ma una che si sgorghi manco se la paghi.  

 

Vabbé, aspettiamo…

 

Ciao cari,

L.

LucaDuca alle ore 19:50 | | commenti | commenti (popup) |
Ri-generazione
giovedì, 19 giugno 2008

Un'altra piccola soddisfazione mi arriva dal mio racconto, Nuova Generazione, incluso nella raccolta (prossimamente edita) Trifolium 2008. 

Verrà presto stampato anche sulla rivista Bookland. Una rivista che si dedica di letteratura in generale, scrittura creativa, recensioni, concorsi, ma anche di fantasy, e che ha ospitato interviste di autori di “grido” come Licia Troisi. Sono davvero felice di vedere il mio racconto anche fra quelle pagine.

 

 

Poi, be’, tante piccole novità bollono in pentola… appena posso vi racconto tutto, uhm… dov’è che l’ho già sentita questa?

 

Ciao,

L.

LucaDuca alle ore 19:13 | | commenti (8) | commenti (8) (popup) |
Me??? Naaa
giovedì, 12 giugno 2008

Ok, parlo poco di me, vediamo di auto-intervistarmi tipo IENE. Però niente cose tipo, fai un verso… ma sì, dai. AAAAAAAAAAAAAAAHHHH…

 

Ma solo per oggi:

 

1. Che ora è: le 20.47


2. Nome: Luca

3. Compleanno: 21 maggio (eh eh…)

4. Segno zodiacale: gemelli (ri-eh eh..)

5. Tatuaggi: no. O meglio: non ancora. Ma voglio farmene uno. :D

6. Piercing: no

7. Sei innamorato/a?: I'm an alone soul...


8. Ti piaci interiormente?: sono un gran casino, ma mi sta bene così.

9. Hai già amato al punto di piangere?: sì.

10. Hai mai fatto un incidente con la macchina?:  ci vado sempre vicinissimo, ma no, mai (diciamolo piano, ok?). Però posso vantare di essere stato quasi investito e anche un quasi frontale, yo yo, mi chiedo ancora come faccio a essere qui a dirlo, mah…


11. Hai mai avuto una frattura?: nope

12. Pepsi o coca-cola?: coca

13. Ti fidi dei tuoi amici?: dipende. Mi sono fidato troppo in passato, ora sto più attento.

14. Colore preferito per l'intimo?: nero (ma vanto anche boxer verde militare che definisco “da combattimento”… :P)

15. Misura di scarpe?: dipende dal modello, però solitamente 43…

16. Numero preferito?: 3

17. Tipo di musica preferita?: di tutto, pop, rock, R’n’B… ultimamente ascolto ossessivamente questa:

 

 



18.
Doccia o bagno?: doccia

19. Cosa odi? Odo… odooo… ahahah, macché. ODIO le persone superficiali, i saccenti, l’ignoranza, la stupidità innata e il pregiudizio… vabbé, mi fermo qui che questa domanda si fa lunga.

20. Come ti vedi nel futuro?: Calma, cerco di “vedermi” nel presente… il futuro è così nebuloso.

21. Da chi hai ricevuto questa mail?: Da Federica, ma non le ho mai risposto. Uhm… sorry Fede, recupero ora e faccio pubbliche scuse. :)

22. Quale dei tuoi amici vive più lontano?: Uhm… oddio, dipende. Forse Stefano, quando se ne torna nella sua “bedda Sicilia”!

23. Chi sarà il più rapido secondo te a rispondere?: Praticamente nessuno, perché non la invio per e-mail… però sto pensando di trasformarla in una catena spaccablog… hi hi

24. Il più lento?: leggi sopra, tesssoro.

25. Ci sarà qualcuno che non risponderà?: leggi sopra al leggi sopra…

26. Cosa cambieresti nella tua vita?: ora come ora vorrei solo un lavoro e andare a vivere da solo. Seee, scampa cavallo…

27. Sei felice?: e tu lo sei?

28. Proverbio preferito?: aiutati che il ciel t’aiuta… ma adoro anche l'aforisma: tutto l'universo scospira affinché chi lo desideri con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni... (Coehlo)

29. Libro preferito?: uhm… troppi. Non ne ho uno solo, ma se devo identificarne uno, La Sfida degli Alton di MZB, perché è con quel libro che mi sono detto: fantasy, fantasy, e ancora fantasy…

30. Di cosa hai paura?: della solitudine.

31. La prima cosa a cui pensi quando ti svegli?: uuuuuuuhhhhhh…


32. Film preferito?: Star Wars (prima trilogia, che ora è diventata la seconda… ehm, sì vabbè).

33. Se potessi essere qualcun altro chi saresti?: oddio, nessun altro. Mi sto bene come sto, pregi e difetti, qualità e casini.

34. Cosa c'è appeso al muro della tua camera?: varie foto, diploma di maturità, laurea, pugnale medievale, crocifisso e immagini sacre… e il calendario Delos :) 

 

35. Cosa c'è sotto il tuo letto?: C’è un bellissimo portale che mi conduce tutte le sere nel mio mondo parallelo, in cui sono Signore e Dittatore Assoluto. E' una metropoli, una città sterminata, un luogo dove santuari diroccati, eco lontane, streghe, mutantropi e altre creature si nascondono all'ombra di palazzi svettanti, gas azzurrini e locali underground...

36. Un posto dove ti piacerebbe andare?: uhm, ora mi intriga parecchio la Siria, Damasco, Aleppo, le rovine di Mari, ecc. ecc. visto che probabilmente a ottobre potrei farci un viaggetto studio con l’università :)

37. Pensi che qualcuno risponderà a questa email?: non è una mail, è un po’ difficile che mi rispondano là, ma il mondo è così vario…  

38. E chi sei sicuro risponderà?: Uh, che palle…

39. Di chi vorresti leggere la risposta?: Mah, forse di chi incateno, perché sì, voglio farla diventare una odiosissima catene, muha muha muha…

40. Profumo preferito?: uhm… D&G

41. Sport preferito?: quello che guardo in TV… :P

42. Timido o estroverso?: timidamente estroverso

43. Soprannomi?: Luchino, grrr.

44. Mare o montagna?: mare

45. Hai paura della morte?: no, l’idea non mi fa nessun effetto. Sarà che parlo spesso con lei (che si nasconde sotto i panni di Antonia Ghidara du Romagnol… nera signora de noantri! :D )

46. A che ora vai a letto di solito?: dipende, verso le 0.00, ma leggo un po’, tutte le sere.

47. Cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa mail?: che questa NON E’ UNA MAIL, OK?! E fate i bravi…

 

Dunque, ma chi incateno ora? Sarei tentato di farlo a quella simpaticona di Ghidara, ma naaaa…  Chi la sopporta poi???

 

Ciap,

L.

 

LucaDuca alle ore 19:51 | | commenti (9) | commenti (9) (popup) |
- 3 : Encore…
venerdì, 06 giugno 2008

 

Ufffsssss… via un altro esame, sotto un altro esame, evvai! Meno 3. Li sto sostenendo a doppietta, uno lo studio la mattina, uno il pomeriggio, poi finita questa sessione mi dovranno ricoverare da qualche parte per ripigliarmi dall’esaurimento nervoso.

Un bacione a Letteratura e Lingua Francese, che oggi se ne è andata per SEMPRE (?) assieme ai suoi 200 anni di poeti e scrittori (maledetti o meno, dipendeva dal giorno in cui li leggevo e quanto mi stavano sulle palle ), lasciandomi un piacevole ricordo e un altrettanto piacevole voto sul libretto.

Le domande su Mallarmé, Proust, Beckett e il Surrealismo hanno fatto meno danni del previsto, anzi! Bene bene bene, vediamo di far fuori anche gli altri.

 

Prossimo esame, Antropologia Culturale.

 

Mah…

 

Ciap,

L.

LucaDuca alle ore 12:23 | | commenti (5) | commenti (5) (popup) |
- 4 : Too lost in…
mercoledì, 04 giugno 2008

Emergo da una due giorni che non ho ancora ben capito, boh, pazienza ci arriverò col tempo e la meditazione.

 

Un casino senza precedenti tra sole, diluvio imminente, prossimo e venturo, Po che cresce, esami che scompaiono, professori che si ammalano (con 40 di febbre!) professoresse che ti portano in un’aula, ti spostano in un’altra per lo scritto, ti rispostano in un’altra ancora per l’orale (andiamo, non siate maliziosi, che le mie bestiole le conosco!), che per fare un esame ci impiega mezza mattina per sole 5 persone,  e poi ancora sole, diluvio, corse per Verona per agguantare Un Nuovo Regno e Echo (ficata pazzesca!), e poi le tizie della libreria che se la pigliavano con calma mentre io avevo fretta, cazzo, il treno! E oro...

“E’ qui”,

“No, è lì”,

“Forse giù…”

“…ma qui su…”

“No, giù!”

“Su?”

“Giù, giù…”

“Ne ho sette copie ma non le trovo...”

“Sono lì?”

“Non sono lì?!”

“Le hai tu?”

“Io???”

“Forse su…”

“Ma non ci sono!!!”

“Eccole!”

Non ho capito se ho pagato, cosa e quanto e a chi, ero di fretta, di corsa, sotto il sole dopo una mattinata fra secchiate d’acqua piovute dal cielo… una volata solo per venire a sapere che il treno era in ritardo di 10 minuti e che potevo pigliarmela comoda, magari giocando a la caccia al tesoro per trovare TUTTE E 7 LE COPIE nascose in giro per la libreria.

 

Vabbè, missione compiuta: un esame in meno, due libri in più, e sono ancora qui per raccontarlo.

 

Ho iniziato a leggere Echo. Che dire, ho sfogliato solo una decina di pagine, scritto tipograficamente in modalità: NON VEDENTI con un’interlinea che ci posso stendere la sinossi per un romanzo, Echo affascina fin dalle prime battute. Mi ha colpito… la stranezza. E’ davvero un romanzo diverso dagli altri, raccontato in prima persona da Echo stessa, una voce fuori del coro, una ragazza strana, diversa, devastata, in una Los Angeles strana, diversa, devastata…

 

Un esempio, solo un paio di frasi da Francesca Lia Block, per capirne le atmosfere…

“Le uniche cose che so fare bene sono rubare, baciare e ballare. Nessuna di queste è una virtù santa.”

“Le lacrime sgorgavano da me e lui le bevve. Le bevve in sorsi profondi facendole scendere dentro di sè, ingoiando tristezza.
«Un giorno» disse «quando saremo pronti, te le restituirò».”

"Là fuori c'è un mondo che mi aspetta. A volte me ne dimentico. Qui non riesco a respirare."

Carino, molto carino… Grazie alle gentili libraie, che credo siano ancora là a cercare le copie nascoste…  Mah…

 

Ciap,

L.

LucaDuca alle ore 19:12 | | commenti | commenti (popup) |
Nuova Generazione
lunedì, 02 giugno 2008

Difficile, l'ho scritto per la prima volta, credo, 3 o 4 anni fa, poi l'ho rivisto ad nauseam. SF, mi dico. Non mi è congenialissima, ma non posso fare a meno di amarla.

P.S. : non dovete credete a nulla di ciò che leggerete, mi raccomando! ;) Solo un estratto, niente rivelazione del colpo di scena finale, altrimenti l'antologia che lo pubblica  a fare!


I

 

 

«…ed esistono innumerevoli spiegazioni circa questa “diversione” alle consuetudini vigenti. La più generalmente accettata è quella che definisce i nati dopo lo scoppio della guerra dei 30 anni geneticamente inadeguati alla procreazione (e conseguentemente, alla diffusione della specie sotto ogni aspetto, anche emozionale). I normali fattori della selezione naturale, come il più comune fenomeno della deriva (e mutazione) genetica [vedi nastro XXVII, segmento 2.7], sono dunque da considerare come basi imprescindibili allo studio fino a ora illustrato, e chiavi di lettura del medesimo. Tali fenomeni, lo ricordiamo, sono già stati osservati in popolazioni isolate della Nuova Oceania, specie in quelle della Lega del Mõn [vedi nastro XI, segmento 1.3], e presi in esame in precedenti lavori (vedi bibliografia di fine capitolo). Per le conclusioni derivate dalle precedenti sperimentazioni, si rimanda agli interventi di seguito riportati (…).»

 

Estratto da PATRICIA SARAH BLOSSOM;

I Precetti Emozionali di Adamo ed Eva, nastro IX, segmento 1.2.  

 

 

Oggi

 

Guardo una tua vecchia foto, scattata chissà dove e da chi. E’ strano, prima d’oggi non avevo mai notato somiglianze tra noi, o forse, più semplicemente, non avevo mai voluto farlo. Ma ora… ora rigirando tra le dita questa pellicola leggermente ingiallita, dai bordi consunti e infinitamente slabbrati, mi accorgo del contrario. Sì, ci assomigliamo, ci assomigliamo davvero moltissimo.

Mi sono sempre detta che probabilmente dovevo aver ereditato solo le caratteristiche dalla famiglia di papà, perché da piccola mi sembrava che nulla ci fosse nel mio aspetto che potesse in qualche modo ricondurmi a te.

Da bambina fantasticavo spesso, sai, chiedendomi da dove venisse lo strano colore dei miei occhi o il temperamento tanto deciso quanto volubile che tutti non hanno mai mancato di farmi notare; e questo senza badare a quanto fossimo simili noi due.

Ma come avrei potuto notarlo? Allora sembravi così diversa da me! Ai miei occhi eri pacata ed equilibrata, sempre a tuo agio in ogni situazione, così piena di charme, tanto perfetta e distante, che crescendo ho iniziato a detestarti con tutta me stessa.

Dopo ogni nostro scontro, poi, mi accorgevo sempre più spesso di sognare la stessa cosa: giorno dopo giorno, notte dopo notte. Un’altra donna, bruna, bella come la primavera, che mi era veramente vicina; un’altra donna che mi aveva generato con un gesto d’amore estremo: diversa da te, molto diversa.

 

 

Vent’anni prima

 

Una sala sterile.

Una provetta.

Un camice bianco.

Una donna stesa su di un letto.

 

 

Oggi

 

Da piccola ti amavo moltissimo. Sognavo di crescere e di diventare esattamente come te, e passavo ore e ore a osservarti, per cogliere ogni tuo minimo gesto, così da appropriarmene. Intanto soffocavo ogni lamento, così da non impedirti di essere la donna che sei sempre stata, quasi per dimostrati tutto il mio affetto.

Forse tu non te ne sei mai accorta.

Mi chiedevo, e me lo chiedo ancora, cosa vedessi in me. E chissà se col passare degli anni hai iniziato a sentire tutta la rabbia che germinava nel mio cuore, crescendo come l’edera sul portico di un giardino. Quella stessa rabbia che si sforzava di cambiarmi e di farmi sentire l’unica, la sola, soffocando i brandelli d’amore che erano rimasti in me. Ti amavo così tanto…

 

 

Vent’anni prima

 

Una sala sterile.

Un involucro.

Un lenzuolo bianco.

Una donna che piange, sola.

 

LucaDuca alle ore 19:11 | | commenti (4) | commenti (4) (popup) |